Dizionario e glossario

Acqua blu: acqua pulita che scorre nei ruscelli e nei fiumi, oppure si trova nei laghi o nella falda freatica (essa può provenire anche dallo scioglimento del manto nevoso o dei ghiacciai), e che presto o tardi raggiungerà il mare.

Acqua grigia: acqua che in seguito al suo impiego in ambiente domestico per docce o lavaggi viene aggiunta alle altre acque di scarico (provenienti dalla cucina, dal WC,ecc..).

Acqua potabile: acqua che, allo stato naturale o previo trattamento, viene fornita dalla rete di approvvigionamento idrico nelle case e presso i consumatori a seconda del bisogno. Essa viene utilizzata soprattutto a scopo alimentare. L'aspetto, l'odore e il sapore devono essere conformi ai requisiti microbiologici, chimici e fisici fissati per legge.

Acqua sotterranea (o falda): acqua sotto forma liquida che si trova nel sottosuolo (acqua infiltrata e di falda ad es. negli acquiferi carsici del Giura o negli acquiferi porosi dell’Altipiano). Circa l’80% delle riserve di acqua sotterranea si trovano tra i 100 e i 1000 m di profondità nelle regioni calcari delle Prealpi e delle montagne del Giura. L’acqua sotterranea viene detta rinnovabile se essa si rinnova naturalmente e può quindi venire utilizzata in modo sostenibile, senza comprometterne la quantità e la qualità. La frazione di acqua sotterranea rinnovabile varia a dipendenza della regione in cui ci troviamo (in media il 10% delle acque sotterranee disponibili), e dipende principalmente dalla geologia del sottosuolo e dalla presenza di corsi d’acqua o acque superficiali.

Acqua verde: acqua piovana stoccata nel terreno o utilizzata dalle piante (transpirazione, vedi anche sotto la voce di Evapotranspirazione).

Acqua virtuale: l’acqua necessaria per la produzione agricola e industriale di beni importati e consumati in Svizzera (impiegata all’estero). Si distingue tra acqua verde, blu e grigia.

Acque superficiali: ruscelli, torrenti, fiumi e laghi sia naturali che artificiali.

Acquifero (o formazione acquifera): è una formazione geologica satura in acqua, porosa e permeabile che per estensione e spessore permette l’estrazione di acqua sotterranea. È costituito sia da materiale poroso o sciolto (ghiaia, sabbia, ecc...), sia da rocce consolidate fessurate o carsiche.

Bacino idrografico (o imbrifero): unità idrologica delimitata descritta dal bilancio idrico. Ogni goccia d’acqua che cade al suointerno, scorrerà sulla sua superficie sotto l’effetto della forza di gravità, a meno che questa non evapori o venga temporaneamente stoccata (come ad es. sotto forma di neve, di ghiaccio, nell‘acqua sotterranea, nei laghi). Se viene misurata la portata di un corso d’acqua presso una determinata sezione del fiume (ad es. L’Aare a Bern), il bacino idrico naturale rappresenta la superficie complessiva sulla quale tutte le precipitazioni verificatesi scorreranno presto o tardi attraverso essa.

Bilancio idrico: deflusso = precipitazioni meno evaporazione meno variazioni delle riserve. La formula che descrive il bilancio idrico costituisce una descrizione semplificata (valore medio) del sistema idrologico di un bacino idrografico (o imbrifero).

Centrali con accumulazione a pompaggio: bisogna distinguere tra le centrali idroelettriche ad acqua fluente e quelle ad accumulo. Numerose centrali ad acqua fluente si trovano lungo i nostri fiumi e ne sfruttano la pendenza. Nelle centrali ad accumulo l’acqua viene invece prelevata e ritenuta in bacini artificiali, e l’energia viene prodotta sfruttando l’altezza di caduta tra il bacino e la centrale elettrica a valle. Nel caso ci sia un bacino di ritenuta anche a valle, e l’acqua venga ripompata da esso nel lago artificiale a monte si parla di centrale con accumulazione a pompaggio.

Coefficiente di Pardé: questo coefficiente, che porta il nome di un famoso idrologo francese, è definito come il rapporto tra le portate medie mensili e la portata media annua della serie di misure a disposizione (ed è quindi coefficiente di deflusso normalizzato). Esso permette di comparare il regime del deflusso di diversi bacini idrici.

Consumo d‘acqua: viene intesa la quantità d’acqua (potabile), che viene consumata attraverso l’evaporazione, infiltrazione (irrigazione) oppure viene inquinata attraverso il suo impiego per uso domestico e nei processi di produzione (acqua grigia).

Corsi d‘acqua: ruscelli, torrenti e fiumi.

Deflusso: inteso come quantità d’acqua che scorre attraverso la sezione del fiume in un’unità di tempo, generalmente espressa in m3 al secondo (chiamato anche portata).

Deflusso specifico (o contributo unitario): questa grandezza corrisponde al deflusso per unità di superficie di un bacino idrografico; viene espresso sovente in litri per secondo per km2.

Ecomorfologia: οἶκος [oikos]: casa o ambiente, μορφή [morphé]: forma o figura e λόγος [logos]: studio, scienza) è la scienza che studia le forme e strutture che caratterizzano un corso d’acqua e le proprie sponde, come pure le interazioni degli organismi – sia vegetali che animali – qui presenti, e rispettivamente la loro biodiversità. I tratti del corso d’acqua assumono diversi nomi a dipendenza della profondità dell’acqua e della velocità di scorrimento (i termini in inglese sono indicati tra parentesi):  pozza (pool), raschio (riffle), zona a scorrimento lento (glide) e zona a scorrimento veloce (run).

Eutrofizzazione: se elevate quantità di sostanze nutrienti (spesso nitrati e fosfati contenuti nei concimi agricoli o provenienti dalle acque di scarico) raggiungono le acque superficiali, esse favoriscono la proliferazione di alghe, aumentando così il consumo globale di ossigeno. Alla lunga questo nuoce agli altri organismi e causa una forte diminuzione della biodiversità (soprattutto quella dei pesci). Alcuni piccoli laghi che si trovano nei pressi di aree ad elevata attività agricola (ad es. il lago di Hallwil) vengono sottoposti ad areazione (artificiale), per avere una sufficiente quantità di ossigeno da garantire la sopravvivenza dell’ecosistema lacustre.

Evapotranspirazione: l’acqua può prendere anche la forma di un gas trasparente nell’ambiente: quella del vapore acqueo. Essa evapora infatti dalla superficie di grandi distese d’acqua (mari, laghi, fiumi), dal suolo (umidità del suolo), o dalle piante (ad es. gli alberi) durante la fotosintesi (traspirazione). Il vapore acqueo può in seguito tornare a formare delle gocce d’acqua o delle nubi (ad es. nebbia), se l’aria si raffredda.

Fonti di umidità: regioni caratterizzate dall’evaporazione di grandi quantità d’acqua, e dalla conseguente formazione di nubi nell’atmosfera che portano precipitazioni in Svizzera.

Intensità (delle precipitazioni): le precipitazioni (pioggia, neve, grandine,ecc...) possono manifestarsi con maggiore o minore intensità (ad es. da fine pioggerella microscopica a forti aquazzoni o temporali). L’intensità delle precipitazioni dipende dalle condizioni meteorologiche e dalla quota. Un’unità di misura sovente utilizzata per l’intensità della pioggia sono i litri che cadono su una superficie di 1m2 nell’arco di 10 minuti, un’ora o una giornata.

Intercezione: parte delle precipitazioni che non raggiunge direttamente la superficie del suolo, ma che viene trattenuta dalla vegetazione (foglie, rami, tronchi). Essa può poi raggiungere più tardi il suolo oppure evaporare nuovamente.

Portate di piena artificiali o deflusso discontinuo: in seguito al turbinaggio dell’acqua nelle centrali idroelettriche, a valle della centrale si ossserva un rapido aumento del livello dell’acqua: un’ondata di piena. Durante i periodi in cui la domanda di elettricità è bassa (solitamente di notte e nel finesettimana) si constata invece il fenomeno contrario: una portata ridotta rispettivamente un deflusso minimo. Queste forti e discontinue variazioni del deflusso pongono molti problemi per gli ecosistemi acquatici.

Precipitazioni annuali: la quantità media di precipitazioni misurata in un preciso luogo durante un’anno. Solitamente vengono misurate in mm. Nell’Altipiano per es. si misurano in media 1000 mm di precipitazioni all’anno. Questo significa che se l’acqua non venisse ruscellata e non evaporasse, dopo un’anno ci sarebbe uno strato d’acqua dello spessore di un metro (che corrisponde anche a 1000 litri d’acqua per m2).

Precipitazioni: vedi precipitazioni annuali oppure intensità (delle precipitazioni).

Regime di deflusso: ripartizione media dei deflussi di un fiume lungo il corso dell’anno.

Rinaturazione (o rivitalizzazione): negli ultimi decenni i corsi d’acqua in Svizzera sono stati fortemente modificati (rettifiche, canalizzazioni, interramenti), spesso con gravi ripercussioni sulla varietà di fauna (ad es. pesci) e flora (ad es. piante rare). Questi interventi erano spesso finalizzati ad assicurare una maggiore protezione contro le piene. Con il tempo ci si è resi conto che i rischi sono persino in parte aumentati in seguito a queste misure, che hanno aumentato la velocità di deflusso dei fiumi. In questi casi è possibile combinare la protezione contro le piene con le misure di rinaturazione: lo spazio destinato ai corsi d’acqua viene restituito o esteso, in modo da permettere loro di formare nuovamente meandri. Questa soluzione è di vantaggio per entrambi, l’uomo e la natura.

Riserva idrica: è l’unità che nel sistema idrologico può sottrarre e restituire acqua a breve termine (manto nevoso, umidità del suolo, acqua sotterranea) o a lungo termine (laghi, acqua sotterranea di falda, ghiacciai) al suo ciclo.

Risorse d‘acqua: acqua che può venire sfruttata in modo sostenibile e che può essere stoccata temporaneamente (acqua che scorre generata dalla pioggia, dallo scioglimento di neve e ghiacciai e acqua sotterranea rinnovabile).

Risorse idriche: l’uomo non può influenzare le quantità di precipitazioni che cadono nelle diverse regioni del mondo: queste sono dettate dalla natura. Una parte delle precipitazioni evaporano, una parte viene stoccata temporaneamente (ad es. sotto forma di neve), mentre il resto alimenta i nostri ruscelli, i nostri fiumi, i nostri laghi e rinnova l’acqua sotterranea: queste sono le nostre risorse idriche.

Rogge: sono canali d’irrigazione storici, che si trovano ancora soprattutto in Vallese. Essi trasportano l’acqua estratta dai ruscelli alpini – a volte in maniera avventurosa – verso le praterie secche, i campi, le vigne e i frutteti. Il Vallese è la regione più secca della Svizzera, questo fatto spiega perché vi troviamo la maggior parte delle rogge.

Ruscellamento (superficiale): fenomeno di scorrimento superficiale delle acque piovane, dette anche meteoriche, lungo la linea di maggiore pendenza. Esso avviene quando la portata d’acqua sulla superficie è maggiore della capacità di infiltrazione del terreno (o perché esso è ormai già saturo).

Utilizzazione dell‘acqua: sono intese principalmente le acque utilizzate nella produzione di energia idroelettrica o per il raffreddamento di centrali nucleari, riemesse in seguito nell’ambiente.

Variabilità (delle precipitazioni o del deflusso): le precipitazioni annuali variano da un anno all’altro, ed è per questo che la media viene generalmente calcolata sull’arco di 30 anni. La dispersione – le fluttuazioni – dei valori annuali rappresentano la variabilità delle precipitazioni annuali (ad es. la differenza tra un anno prevalentemente secco e un anno molto umido). Si può fare la stessa analisi sui dati di deflusso di un corso d‘acqua. 

 

Dizionarie

International Glossary of Hydrology

(data base)

 

International Glossary of WMO

(download)