Utilizzazione idrica, consumo d’ acqua

Sbarramento Rawyl (Tseuzier)

In Svizzera l’acqua ha molteplici usi: sotto forma di acqua potabile e acqua per uso domestico, agricolo e industriale; per lo smaltimento delle acque di scarico, come ambiente per attività ricreative e per il tempo libero; oppure per produrre energia (più della metà della corrente prodotta nel nostro paese proviene da centrali idroelettriche). In quanto consumatori, con gesti quotidiani come una consapevole scelta dei prodotti e dei generi alimentari o un utilizzo razionale e parsimonioso dell’acqua potabile possiamo contribuire a preservare le risorse d’acqua globali.

L’acqua può venire utilizzata o consumata. Si parla di utilizzo dell’acqua se in seguito al prelievo essa viene riemessa pulita nell’ambiente, come ad esempio nella produzione di energia o nel raffreddamento di centrali nucleari. Si parla invece di consumo dell’acqua nel caso dell’approvigionamento idrico potabile pubblico, dell’acqua di risciacquo, di scarico, di irrigazione o delle torri di raffreddamento, ovvero quando l’acqua in seguito al prelievo non può venire direttamente riemessa nell’ambiente o nella rete di distribuzione idrica (risulta non potabile o persino inquinata), oppure viene momentaneamente restituita sotto forma di vapore acqueo nell’ambiente (evapora).

La produzione idroelettrica come principale utilizzatore di acqua in Svizzera

La maggior parte dell’acqua viene prelevata per la produzione di energia elettrica, e con essa viene coperto dal 50 al 60 % del fabbisogno nazionale energetico: circa 36 TWh (Terawattora). Questo valore corrisponde a 50 volte l’energia prodotta presso le cascate del Reno a Sciaffusa. In media una goccia d’acqua nei nostri fiumi viene turbinata 10 volte prima di oltrepassare la frontiera scorrendo verso altre mete. Oggi quindi viene sfruttato il 30% dell’energia potenziale idrica complessiva (UFE 2004). Ottimizzando le condizioni quadro giuridiche e sociali, senza tuttavia allentare le disposizioni in materia di protezione dell’ambiente e delle acque, fino al 2050 è possibile potenziare lo sfruttamento dell’energia idroelettrica del 10%, mentre con le condizioni quadro attuali lo sfruttamento sarebbe del 5% (UFE 2012). In vista dei cambiamenti climatici, a breve termine le centrali idroelettriche alpine che si trovano in bacini imbriferi con vaste superfici ghiacciate potranno approfittare di un temporaneo aumento del deflusso. A più lungo termine, non ci dovrebbero essere complessivamente danni economici degni di nota nel settore (SSIL & CHy, 2011).

Consumo d‘acqua

Un cittadino svizzero consuma giornalmente in media 170 litri di acqua potabile per bere, cucinare, lavare e pulire. Quindi attualmente un’economia domestica svizzera consuma un quarto dell’approvigionamento idrico complessivo, mentre l’industria e il commercio ne consumano un po’ più della metà e l’agricoltura il rimanente 20% (vedi Figura). Tuttavia si deve notare che metà dell’acqua destinata al settore agricolo viene persa, scorrendo inutilizzata nelle fontane. L’approvigionamento idrico viene svolto per metà da enti pubblici (acqua potabile), e per metà da privati (agricoltura e industria). Ogni anno in Svizzera viene consumato un terzo del volume d’acqua del lago di Thun (2.2 km3). 

Consumo d’acqua in Svizzera (incluso il consumo proprio): suddiviso in base al settore (Dati: Freiburghaus 2009).
Consumo d’acqua in Svizzera (incluso il consumo proprio): suddiviso in base al settore (Dati: Freiburghaus 2009).

Acqua potabile

Come viene ricavata l’acqua potabile in Svizzera? Circa il 40% proviene da sorgenti, un altro 40% viene estratto (pompato) dalle grandi falde acquifere presenti nel sottosuolo e il restante 20% dalle acque di superficie, soprattutto da laghi. L’acqua proveniente da questi ultimi viene preparata e depurata in più fasi, solitamente due, prima di garantirne la qualità per l’uso come acqua potabile. Complessivamente il 40% dell’acqua prelevata non necessita alcun trattamento, il 30% deve essere trattata una sola volta, mentre il restante 30% viene appunto preparata in più fasi. Si può quindi dire che la qualità dell’acqua potabile in Svizzera sia ottima, comparabile a quella dell’acqua minerale in bottiglia. 53'000 km di tubazioni riforniscono le case di acqua potabile, lunghezza che corrisponde a 28 volte il perimetro della Svizzera! La durata media di una conduttura è di circa 50 anni: ciò significa che in media 1000 km di tubature vengono sostituite ogni anno. Questo è necessario affinché si riducano le perdite di acqua potabile, che secondo le stime sono del 15% all’anno.

Come si può vedere nella Figura in basso, a partire dagli anni Ottanta il consumo d’acqua pro capite è continuamente diminuito. In piccola parte questo può venire attribuito alla maggiore sensibilità della popolazione riguardo a un uso più parsimonioso dell’acqua: esempi ne sono la preferenza della doccia al bagno, l’installazione di erogatori per doccia e tasti per il risciacquo del WC a risparmio idrico, l’introduzione nelle case di elettrodomestici più ecologici, quali la lavatrice e la lastoviglie a basso consumo idrico. Peraltro uno dei motivi che ha determinato il calo del consumo idrico è costituito dall’introduzione di nuovi processi produttivi, e soprattutto da cambiamenti strutturali dell’economia nazionale: i settori industriali ad alto fabbisogno idrico come quello tessile sono scomparsi o hanno delocalizzato la produzione all’estero, mentre il settore dei servizi ha registrato una notevole crescita. Inoltre sempre più prodotti di consumo e generi alimentari a uso intensivo di acqua vengono importati dall’estero. A partire da questo fenomeno assume un significato importante il concetto di “acqua virtuale”, spiegato nel capitolo seguente. 

Evoluzione del consumo d’acqua medio (qm) e massimo (qmax) per abitante al giorno (inclusi attività commerciali, industria, scopi di pubblica utilità e perdite) dal 1945 al 2011. Il picco del consumo nel 1976 di 900 litri per persona fu causato da una forte siccità all’inizio dell’estate di quell‘anno (statistica SSIGA, www.trinkwasser.ch).
Evoluzione del consumo d’acqua medio (qm) e massimo (qmax) per abitante al giorno (inclusi attività commerciali, industria, scopi di pubblica utilità e perdite) dal 1945 al 2011. Il picco del consumo nel 1976 di 900 litri per persona fu causato da una forte siccità all’inizio dell’estate di quell‘anno (statistica SSIGA, www.trinkwasser.ch).

Certo fa riflettere il fatto che solo un quarto del nostro fabbisogno d’acqua per beni e prodotti di consumo quotidiano sia coperto da risorse idriche locali. I tre quarti restanti sono quindi consumati nei paesi di produzione in altre regioni del mondo, dove le norme ambientali, se estistono, sono sovente molto meno restrittive che in Svizzera. 

 

  • Pubblicazioni

Des réservoirs à buts multiples assurent l’alimentation en eau et en énergie
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Cratschla 2/15

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